Proiezione Evento Speciale. Roma, 25-06-2025

La vera rivoluzione è portare l’ultimo tempo fuori dal tempo… Emozioni e riflessioni durante la Proiezione Evento a Roma che ha visto due sold out. All’Azzurro Scipioni – storico Cinema dedicato alla diffusione del cinema d’autore e dei capolavori della storia del cinema, di recente attivato dopo i lavori di restauro – si sono tenute le proiezioni del film “Il Monaco che vinse l’Apocalisse” con l’intervento, dopo l’introduzione del regista 𝐉𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧 𝐑𝐢𝐯𝐞𝐫, di diversi ospiti, tra cui anche un frate Cistercense di Casamari, orientale originario dello Sri Lanka che ha parlato delle quattro caratteristiche della luce. Sono intervenuti per i saluti anche il music composer 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐉𝐨𝐬𝐢𝐚 e il direttore della fotografia 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐌𝐚𝐦𝐦𝐨𝐥𝐨𝐭𝐭𝐢, che hanno raccontato assieme al regista alcuni aneddoti e curiosità sulla lavorazione del film. In sala oltre a diversi giornalisti, intellettuali e studiosi, anche ospiti d’eccezione, come l’attore e produttore britannico 𝐁𝐫𝐮𝐜𝐞 𝐏𝐚𝐲𝐧𝐞 (ha lavorato nel corso degli anni in diverse importanti produzioni americane, tra cui “Passenger 57 – Terrore ad alta quota“, “Dungeons & Dragons“, “Warlock III“, “Highlander: Endgame“).
A fine proiezione il Presidente della Pontificia accademia di teologia Mons. Antonio Staglianò, oltre a portare i saluti nel focus ‘𝘊𝘢𝘮𝘮𝘪𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘱𝘦𝘳𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘢 𝘚𝘢𝘯𝘵’𝘈𝘨𝘰𝘴𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘢 𝘎𝘪𝘰𝘢𝘤𝘤𝘩𝘪𝘯𝘰 𝘥𝘢 𝘍𝘪𝘰𝘳𝘦’, ha poi fatto un ampio e articolato intervento su alcuni dei vari temi che il mondo ecclesiastico si trova a dover affrontare.
Intervento del Presidente della Pontificia accademia di teologia Mons. Antonio Staglianò
Parte 1
Sant’Agostino era un teologo, come tutti gli altri, no, non è mica Gesù Cristo, il Vangelo, per cui le cose che ha detto sono straordinarie, hanno fondato il Cristianesimo per tutto il millennio, ma non è che tutto ciò che Sant’Agostino ha detto e scritto è teologicamente poi apprezzabile nel tempo, eh. Obiettivamente, la visione della storia, soprattutto dell’ultimo tempo di Gioacchino, si discosta da Sant’Agostino e quindi il film ha ragione nel riportare questo elemento, perché l’ultimo tempo, la settima era, per Agostino è fuori dalla storia, quindi fuori dal tempo. La rivoluzione di Gioacchino è precisamente questa: di aver portato quell’era fuori dal tempo come dinamismo interiore del tempo, storico, che avanza, per cui, quando giustamente nel film si dice, “ma insomma, stai avendo troppo coraggio”, il Papa dice a Gioacchino “non ti pare un po’ di esagerare”, Gioacchino dice “ma io.. ho avuto delle visioni”, eh, e quindi Gioacchino fa forza sull’esperienza mistica…e sull’esperienza mistica basa poi le teorizzazioni concettuali.. e questo caratterizza questo tipo, questo modo di fare teologia che nel film è ben chiarito […] continua nell’audio
Parte 2
Ecco, detto questo, la questione fondamentale, nel film abbiamo visto che a un certo punto, a mano a mano che Gioacchino da Fiore intravede qual è la sua via, e quindi la via florense, no, la fondazione addirittura di un monastero florense distaccandosi dai cistercensi, dove sostanzialmente era stato educato ed era.. ed era cresciuto, cresce intorno a Gioacchino da Fiore tanta ostilità come spesso accade, e siccome l’ostilità genera polemiche, l’unico modo per sconfiggere l’avversario è quello, appunto, di poterlo condannare, ecco che, obiettivamente, non solo si spargono, diciamo, parole..dottrine false, ma si scrivono anche…
Parte 3
[…] la dottrina trinitaria diciamo che è difficile se viene, appunto, ridotta a un rebus mentale, ma se invece viene colta nel suo carattere di “evento”, di “evento” che fa avanzare la Storia nella direzione del Terzo Tempo, che è l’amore, che è la libertà, com’è stato detto e spiegato […] continua nell’audio
Parte 4
L’altro problema più grosso, interessante, è invece legato alla lettura della Storia, perché leggere la Storia come fa Gioacchino nei tre Tempi, eh…[…] Sono i tre cerchi trinitari resi famosi da Dante Alighieri nel trentatreesimo cantico del Paradiso quando Dante giunge alla contemplazione della trinità di Dio e la contempla attraverso la figura trinitaria di Gioacchino da Fiore. “Parvermi tre cerchi di tre colori e d’una contenenza, e l’un dall’altro come iri da iri parea riflesso e il terzo parea foco”. Ebbene, questa figura trinitaria, per esempio, già ci permette guardandola, no, di capire perché Gioacchino da Fiore è ortodosso nella sua lettura della Storia […] e poi sono stati i suoi discepoli che hanno in qualche misura interpretato, quindi “la storia degli effetti”, come dicono i tecnici.. la storia degli effetti del pensiero di un autore non può essere ascritta all’autore, no.
Parte 5
E la figura trinitaria ci aiuta, perché la figura trinitaria come avete visto sono tre cerchi, no, com’è stato ben spiegato, intersecati, non sono i cerchi dell’Audi, sembrano i cerchi dell’Audi ma non sono i cerchi dell’Audi. Io per esempio nel mio scudo episcopale, nella parte alta, volendo tematizzare la trinità, ho messo i tre cerchi trinitari di Gioacchino da Fiore, quindi mi sento vescovo gioachimita, ma altri vescovi amici miei.. che vogliono simboleggiare la trinità nei loro scudi episcopali, per esempio hanno tre stelle, no, tre stelle, la stella riguarda anche Maria, hanno tre stelle, alcuni hanno tre cerchi, che non sono i cerchi trinitari di Gioacchino da Fiore, e quindi non sono davvero cerchi rappresentativi della trinità, perché […] continua nell’audio
Parte 6
Concilio lateranense IV del 1215
[…] non è stato condannato il pensiero trinitario di Gioacchino da Fiore… ma è stata rigettata l’accusa che Gioacchino da Fiore aveva fatto a Pietro Lombardo che all’epoca era il grande maestro delle sentenze! […] continua nell’audio
Parte 7
[…] Dio è amore. […] continua nell’audio











📌 NOTA: Per coloro che non hanno avuto modo di vedere il film poiché terminati i biglietti si comunica che, viste le nuove richieste, il cinema ha deciso di programmare prossimamente una nuova proiezione. Gli interessati possono scrivere a questa e-mail per essere informati appena saranno definiti giorno e orario distribution@deltastarpictures.com
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